IL FRANCHISING, UNA STRATEGIA PER L’INTERNAZIONALIZZAZIONE

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Il prossimo venerdi 4 dicembre, nella prestigiosa sala Hangar della Fornace dell’Innovazione di Asolo (TV) si svolgerà il Partnership & Business Forum organizzato dalla Gianesin Canepari & Partners e dal Best Franchising in the World con il patrocinio della Regione Veneto, Veneto Promozione e Confartigianato Asolo e Montebelluna.

L’incontro sarà una occasione di riflessione sulle potenzialità del franchising come modalità di espansione sui mercati internazionali.

Saranno presenti ospiti internazionali che presenteranno le realtà e le opportunità del franchising per i mercati Messico, USA, Brasile e Spagna.

La partecipazione è gratuita previa iscrizione alla segreteria dell’evento:

Cecilia Canciani
c.canciani@gianesincanepari.com
mob: +39 392 9427254
tel: +39 0423 951785

 

Workshop Operativo – Doing business in Brasil – Luci ed Ombre, Rischi ed Opportunità

Il 10 novembre 2015, ad Asolo (TV), presso la Fornace dell’Innovazione, parteciperemo al Workshop operativo organizzato da Gianesin Canepari & Partners dal titolo “Doing business in Brasil”.

Il workshop vedrà anche la preziosa ed utile partecipazione della SACE, la società governativa che eroga servizi di assicurazione sul credito per l’internazionalizzazione delle imprese www.sace.it.

Questo momento di formazione e riflessione si rivolge ad Imprenditori, Amministratori Delegati, Direttori Commerciali che già hanno forme di presenza sul mercato brasiliano o che intendono avviare delle concrete iniziative verso questo Paese.

Il workshop si svolge in un momento particolarmente complesso e difficile per la politica e l’economia brasiliana e permetterà di fare il punto della situazione cercando di capire le opportunità che, proprio in una fase congiunturale come quella di questo periodo, il Brasile può offrire agli investitori.

Chi è interessato a partecipare potrà avere maggiori informazioni ed iscriversi accedendo al link seguente: http://www.gianesincanepari.com/events/show/id/57.

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Master Class Strategica – Internazionalizzare preparati, scopri come!

Il 22 ottobre si svolgerà, organizzata dalla società di consulenza Gianesin Canepari & Partners, la Master Class Strategica sull’internazionalizzazione.

È una opportunità per imprenditori e manager di avere accesso ad esperienze, metodologie ed approcci innovativi per iniziare o migliorare il proprio approccio ai processi di internazionalizzazione, che restano una delle strade più utili da percorrere per poter garantire lo sviluppo.

Per iscriversi alla Master Class basta accessare il modulo on line e presentare la propria domanda link: http://www.gianesincanepari.com/events/show/id/106.

Il tema sarà introdotto da Alberto Canepari e i relatori saranno Diego D’Ermoggine (Strategie per l’internazionalizzazione), Francesco Ilari (Metodologie per l’internazionalizzazione), Giuseppe Zillo (Come proteggersi dai rischi di cambio nelle operazioni internazionali), Antje Krueger-Canepari (Contrattualistica). La società Tosingraf presenterà la propria esperienza diretta.

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Il 2015, un anno difficile per il Brasile, tra ombre (tante) e luci (poche).

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L’ultimo nostro post risale a pochi giorni dopo la rielezione di Dilma Roussef per il secondo mandato presidenziale.

Da allora è iniziato in Brasile un periodo estremamente complesso e difficile nel quale si sono accumulate, tutte insieme, una serie di circostanze politiche ed economiche negative che hanno fatto parlare a ragione di “crisi” anche per questo paese.

Da un lato, abbiamo un Presidente sotto scacco in ragione dei numerosi scandali che vedono coinvolti i principali dirigenti del suo partito, il PT, fino a lambire da vicino l’ex presidente Lula con conseguenze pesanti in termini di effettività e vigore dell’azione di governo. Dall’altro, l’onda lunga della crisi mondiale e soprattutto gli effetti del rallentamento della Cina, principale cliente delle commodities brasiliane, ha iniziato a produrre i suoi effetti negativi sul paese con un peggioramento in tutti gli indici macroeconomici, dal tasso di disoccupazione (in crescita), all’inflazione che rialza pericolosamente la testa, fino alla recente accentuata svalutazione del cambio che ha pressoché dimezzato in poche settimane il suo valore rispetto al dollaro ed all’euro.

Per carattere i brasiliani sono abituati e forgiati a situazioni molto peggiori di quella che stanno vivendo in questo momento per cui non è da aspettarsi il panico da parte di nessuno. Dopo un primo semestre di quasi immobilismo dovuto principalmente alle difficoltà di previsione del quadro politico, le aziende più sane e più strutturate hanno iniziato a dare una accelerazione e hanno in qualche modo ricomiciato i loro investimenti. Il quadro è difficile e complesso, prevalgono le ombre sulle luci ma si percepisce un forte moto di reazione positiva.

In questo momento esistono a nostro avviso grosse opportunità di investimento per le imprese europee in quanto il valore delle imprese, tenuto conto della svalutazione, è molto attrattivo rispetto a solo qualche mese fa, e si possono pertanto  fare degli ottimi affari entrando dalla porta principale in un mercato di oltre 20o milioni di persone che comunque hanno ormai preso l’abitudine ai consumi e, in larghe fasce della popolazione, a consumi a maggiore contenuto di qualità.

Il 2016 sarà l’anno delle Olimpiadi di Rio de Janeiro e consideriamo questa una opportunità che permetterà al Brasile di trovare una nuova ragione di unità e di aggregazione per presentarsi in forma smagliante dinanzi al mondo.

 

La gran festa della democrazia in Brasile

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Si è svolto ieri il secondo turno per le elezioni del Presidente e i ballottaggi per molti Governatori in Brasile.

Come è noto, è stata rieletta per il suo secondo mandato (il quarto per il PT di Lula) Dilma Roussef che ha battuto lo sfidante Aecio Neves del PSDB. Nella recente storia democratica del Brasile è stata forse la competizione elettorale in assoluto più combattuta e più incerta con una partecipazione diremmo quasi “agonistica” dei sostenitori delle due parti.

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Al di lá di ogni altra considerazione vorremmo che i nostri lettori riflettessero su alcuni numeri che danno l’idea della grandezza ma anche della efficienza della macchina organizzativa del Brasile che, a sole tre ore dalla chiusura dei seggi, grazie all’ormai consolidato uso del voto elettronico, ha potuto emettere i suoi verdetti inconfutabili e certi con l’identificazione dei vincitori e dei vinti:

Totale dei voti appurati: 112. 683,879

Totale dei voti validi: 105.542.273 (93,66%)

Totale schede bianche: 1,921.819 (1,71%)

Totale voti nulli: 5.219.787 (4,6%)

Totale astenuti: 30.137.479 (21,10%)

Voti per Dilma Roussef (PT): 54.101.118 (51,64%)
 
Voti per Aecio Neves (PSDB): 51.041.055 (48,36%)
Si è trattato di una grande festa per la democrazia, che consolida definitivamente – se qualcuno avesse ancora dubbi – la presenza del Brasile nel novero delle grandi democrazie mondiali.
Il quadro politico che esce dal voto sembra presentare un Brasile diviso tra seguaci del PT e delle sue forti politiche di redistribuzione del reddito attraverso importanti e significativi programmi sociali che hanno contribuito nel corso degli anni a tagliare le ali più estreme della piramide sociale (Programa Bolsa Familia, Minha Casa Minha Vida, ed altri) e i seguaci e fautori di un rinnovamento, che stanchi dei grossi scandali che hanno macchiato seriamente prima la gestione Lula e poi la gestione Dilma con molti dirigenti del PT sotto processo per corruzione, avrebbero preferito un cambiamento radicale non permettendo al PT la riconferma per la quarta volta di seguito al potere.
In democrazia ci sono, tramite le elezioni, vincitori e vinti, come è giusto che sia.
Il Brasile ha scelto di nuovo Dilma.
Gli equilibri politici che scaturiscono dalle elezioni, considerate nel suo complesso, delineano una situazione molto diversa rispetto al 2010:
- in Parlamento la suddivisione dei seggi è molto frammentata e il PT non dispone, se non attraverso alleanze, di una maggioranza certa, tanto alla Camera come al Senato. Dilma dovrà pertanto contare sull’alleanza con il PMDB del Vice Presidente Michel Temer che dispone di un ampio numero di parlamentari oltre ad avere eletto molti Governatori (scalzando spesso proprio il candidato PT) in molti Stati.
- il PT ha perso in molti Stati importanti del Brasile e pertanto Dilma dovrà necessariamente ricorrere al dialogo con Stati che rappresentano spesso realtà importantissime dell’economia brasiliana, primo fra tutti lo Stato di San Paolo.
Molti commenti a caldo dei perdenti, soprattutto nel Sud del Brasile sono stati piuttosto violenti e addirittura non sono pochi gli elettori che hanno dichiarato sui social network la volontà di lasciare il Paese, o lanciato strali contro gli elettori del Nordeste che avrebbero favorito la rielezione di Dilma solo perché attratti e “comprati” grazie alle politiche sociali del Governo che favorirebbero l’assistenzialismo piuttosto che lo sviluppo dell’imprenditoria.
La realtà in effetti non è proprio questa se si pensa che, per esempio, soltanto lo 0,48 del PIL brasiliano è destinato a finanziare il Programma Bolsa Familia che, in pochi anni, è riuscito a fare uscire dalla povertà più estrema, milioni e milioni di poveri restitudendo dignità e prospettive di futuro a persone che vivevano ben sotto i livelli minimi di sussistenza.
Certo, il Brasile resta un paese di forti contraddizioni, di grandissime ricchezze e di altrettanto grandissime povertà, ma il metodo democratico ha selezionato, per altri quattro anni, un modello che privilegia un approccio sociale allo sviluppo e questo è un fatto.
Molti hanno voluto leggere nei risultati una spaccatura tra il Nord ed il Nord Est “poveri” e il Sud e Sud Est “ricchi”. C’è chi, addirittura, spinge verso soluzioni separatistiche che sono a nostro avviso totalmente aliene dalla realtà del Brasile.
Molto interessante appare il lavoro fatto dal blogger Thomas Victor Conti il quale ha rielaborato i dati delle elezioni presidenziali per Stat0 ponderando i voti effettivi. Da tale analisi, messa icasticamente a confronto con la semplice analisi di chi vince e di chi perde per Stato, si evince che la contrapposizione tra Dilma e Aecio è molto più trasversale e presente in ciascuno degli Stati della Federazione piuttosto che una contrapposizione tra aree del Paese.
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Lo stesso sfidante, Aecio Neves, non solo ha immediatamente – come da prassi e correttezza democratica – telefonato a Dilma per congratularsi ma ha divulgato oggi un messaggio che spinge verso un modello di opposizione che sarà sicuramente dura e ferma ma nel senso di un Brasile unito e non diviso, facendo così il paio con quanto affermato dalla Presidente appena rieletta nel suo discorso fatto immediatamente dopo i risultati elettorali.
“Vincere o perdere fa parte del gioco democratico” scrive Aécio. Una posizione ammirevole che rende onore alla sua figura e che fa bene a Dilma ed al Brasile.
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Una grande lezione di democrazia di cui forse per primi i brasiliani ancora non riescono del tutto a rendersi conto.
Forza Brasile, è stata una grande festa!
Buon lavoro a Dilma quindi e buon lavoro anche ad Aecio per una opposizione responsabile e serena, per il bene del Brasile.

 

Doing business for…Casa, Arredo e Design: India & Brasile, opportunità a confronto

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Il prossimo 14 ottobre, ad Asolo (TV), nella prestigiosa location della Fondazione La Fornace dell’Innovazione, organizzata dalla società di Management Consulting Gianesin Canepari & Partners parteciperemo alla Master Class di approfondimento sulla filiera Casa, Arredo e Design. Analizzeremo e metteremo a confronto, con contributi anche in diretta da Mumbai e da San Paolo del Brasile, le opportunità di mercato per questo settore trainante della economia italiana.

Verranno affrontati temi molto concreti ed importanti per gli imprenditori e i manager del settore: trend, canali, strategie di entrata, suggerimenti operativi. Con l’occasione verrà anche presentato un nuovo format di assistenza alle PMI specificamente studiato per la filera casa/arredo/design.

Per informazioni ed iscrizioni (posti limitati) le indicazioni sono sulla locandina Doing Business for..Casa, Arredo e Design_14.10.14 o sul sito  www.gianesincanepari.com.

 

 

 

Il 6 e 7 Ottobre 2014 a Venezia per il Salone delle Piccole e Medie Imprese

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Si svolgerà a Venezia, il 6 ed il 7 ottobre 2014, il secondo Salone delle Piccole e Medie Imprese.

Il Salone rappresenta un importante momento di riflessione e di condivisione di esperienze e di conoscenze per il comparto delle PMI e intende dare un contributo al superamento dell’attuale momento di crisi dell’economia italiana.

Saranno presenti esperti, consulenti, rappresentanti delle associazioni imprenditoriali, imprenditori italiani e stranieri. Il Salone dell’Impresa rappresenta un’occasione importante per il rilancio dell’economia italiana e permetterà di avviare nuove relazioni e network nell’ottica dello sviluppo dei processi di internazionalizzazione.

In questo contesto siamo stati chiamati a dare il nostro contributo, come Gianesin Canepari & Partners,  nell’ambito della preparazione del workshop per le PMI italiane che sarà realizzato a San Paolo dal 24 al 28 giugno 2015 e faremo una presentazione delle attuali  opportunità di business in Brasile per le PMI.

Il programma prevede il nostro intervento alle ore 14.00 del 6 ottobre 2014, presso la Sala Marco Polo del Palazzo Grandi Stazioni, location dell’evento.

Il dettaglio completo del programma è disponibile al link  http://www.salonedellemicroimprese.it/il-programma/

Workshop: “Brasile, ora si comincia”, Bologna 20 giugno 2014

Si terrà presso l’Ordine degli Architetti di Bologna, il 20 giugno 2014, il workshop dal titolo “Brasile, ora si comincia” organizzato da Renzo Provedel e dall’Ordine Nazionale degli Architetti.

Il nostro Diego D’Ermoggine parteciperà come relatore e animatore del workshop.

La giornata servirà a identificare un set di possibili progetti di internazionalizzazione sul Brasile per gli architetti italiani al fine di creare concrete opportunità di lavoro.

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Sensemarketing e processi di internazionalizzazione delle imprese

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L’ultimo numero della edizione italiana della prestigiosa rivista di management Harward Business Review (marzo 2014)  presenta un interessante articolo di Christian Madsbjerg e Mikkel B. Rasmussen che è la sintesi del loro testo The Moment of Clarity: Using the Human Sciences to SolveYour Toughest Business Problems edito dalla Harvard Business Review Press.

L’articolo, accattivante nel titolo (Un antropologo entra in un bar… HarvardBusinessReview Marzo 2014 – Madsbjerg on Sense Making Marketing), presenta una serie di casi per dimostrare  che nella società complessa non sono più sufficienti approcci di tipo quantitativo per conoscere il mercato ma è necessario adoperare in maniera strutturata tecniche di analisi della realtà proprie delle scienze sociali: l’antropologia e la sociologia innanzitutto. La tesi portata avanti dagli autori è che per risolvere i problemi commerciali dell’impresa è necessario affiancare alle ricerche quantitative, alle analisi statistiche, analisi che possano permettere di capire i comportamenti del cliente nel momento stesso della sua esperienza con il prodotto o il servizio.

In altri termini, la complessità della realtà non può essere più ricondotta soltanto a parametri di tipo statistico matematico ma a questi dati devono essere affiancate altre modalità di indagine che per loro stessa natura mutano radicalmente il punto di osservazione dall’interno (cosa vendo, a chi vendo, quanto ne vendo. a che prezzo, cosa fanno i miei concorrenti, ecc.) all’esterno, cercando di capire l’esperienza a 360 del cliente con il nostro prodotto o servizio (perché compro, come lo uso, che soddisfazione mi da usare questo prodotto, cosa mi manca, ecc.).

È quello che si definisce sinteticamente come sensemarketing, esso “si basa sulla fenomenologia, cioé lo studio del modo in cui le persone sperimentano la vita”.

Le riflessioni dell’amico Alessandro Bruni, CEO di Naíma Consulting, a margine dell’articolo aggiungono alla brillante tesi degli autori una serie di spunti molto interessanti in quanto egli introduce il concetto di narrazione come elemento cruciale della progettazione e della gestione del marketing. Ogni prodotto, ogni servizio, non vale in sé ma ha una sua storia in relazione al consumatore, una storia di percezione, fruizione, soddisfazione, rigetto che può mutare da persona a persona e della quale é necessario prevedere e orientare al meglio le coordinate che possono effettivamente dare il successo delle nostre proposte commerciali. Le osservazioni di Bruni sono quanto mai attuali anche applicate al fenomeno del Web: 

<<(…) noi non siamo più merci tra le merci. Arriva la Rete (di cui i Big Data, scarsamente fruibili nella loro immensa piattezza, sono figli) e con essa il marketing digitale che nasce proprio come una esperienza conversionale con le tesi di Weinberg del 1997: ben 95 potenti aforismi che descrivono il mercato come una conversazione fra umani e non più un atto comunicativo unilaterale delle imprese. Questo prima che la Rete degenerasse nel Web 2.0: luogo povero di esperienza, non ‘villaggio globale’ ma ‘ipermercato planetario’, posto non abitato ma solo frequentato. Ma se anche la Rete si dimostrasse (come rischia) inadeguata al bisogno di interazione e di esperienza, la narrativa si sposterebbe in altri contesti: l’attribuzione di senso (‘sensemaking’) è una necessità vitale per l’uomo, un principio inalienabile, cioé ‘untradable’>>

 Alessandro Bruni , HBR, Marzo 2014, pag. 5

A parere di chi scrive il sensemarketing ha una sua pregnanza e ragione di esistere visto come sicuro potente strumento di ulteriore approfondimento e come luce che permette di comprendere meglio la fenomenologia del consumatore. Possiamo cioé considerarlo una evoluzione sofisticata e sicuramente utile dell’analisi del consumatore, che non viene visto solo nella sua dimensione quantitativa e statistica ma anche nella sua reale esperienza vissuta con il prodotto.

Questo approccio, sicuramente pragmatico e orientabile al risultato (vendere di più, vendere meglio, riprogettare una gamma prodotti, un canale o una modalità di vendita, ecc.) diventa una necessità nell’approccio ai mercati esteri, ai processi di internazionalizzazione delle imprese, specialmente per quelle che ( e sono ancora la maggioranza specie nel comparto delle PMI italiane ) sono ancora intimamente e pericolosamente ancorate a una visione di prodotto e non di mercato.

In altri termini, l’azienda che decide di investire in un processo di internazionalizzazione deve necessariamente proiettare sé stessa fuori dalla sua realtá attuale e cercare di capire la realtà del mercato dove intende agire non soltanto tramite le classiche analisi di tipo socio demografico ed economico ma anche e, forse soprattutto, cercando di capire prima quelle che sono le caratteristiche esperienziali di consumo in modo da progettare al meglio il processo di entrata sui nuovi mercati.

I “Millennials” brasiliani

Prof.ssa Valeria Brandini - USP

Chi sono le persone che stanno facendo la differenza nel mondo? Chi quelle che stanno rivoluzionando i costumi? Chi quelle che cercano la felicità in tutto ciò che fanno? Chi quelle che amano il loro lavoro (quando lo hanno)? Chi quelle che utilizzano la tecnologia come mezzo per attingere la pienezza della loro esistenza? Chi quelle che mettono il cuore in tutto ciò che fanno?

Sono i cosiddetti Millennials o altrimenti detti Generazione Y o anche Next Generation o ancora Net Generation. Come sempre, quando si tratta di riempire di contenuti e di delimitare il perimetro di questi gruppi sociali, diventa difficile e a volte contraddittorio anche per gli studiosi sociali trovare il pieno accordo su una materia che è per sua natura fluida e sfuggente.

Si tratta della generazione dei giovani nati negli anni Ottanta che è stata identificata e studiata soprattutto nel mondo anglosassone inizialmente dalle ricerche di William Strauss e Neil Howe che collocano tra il 1982 e il 2001 i confini temporali di questo generazione.

Il Italia si rammenta soprattutto uno studio dell’ISTUD dedicato all’argomento e pubblicato nel 2009 (articolo Il Sole 24 Ore) oltre a numerosi altri approfondimenti.

In Brasile il fenomeno è oggetto di studio ed approfondimento da parte dei migliori ricercatori e riveste un particolare interesse in questo particolare momento storico come un altro punto di vista di analisi trasversale della società brasiliana nella quale sono in atto cambiamenti epocali non solo nella struttura sociale economica e demografica ma anche nei comportamenti e negli atteggiamenti di consumo.

Appare perciò particolarmente preziosa e densa di stimoli ed informazioni utili a chi guarda con attenzione al Brasile la ricerca commissionata da parte del gruppo Abril e i cui risultati sono stati appena presentati a San Paolo.

La ricerca sui Millennials brasiliani è stata coordinata dalla bravissima  prof.ssa Valeria Brandini, una delle più originali, brillanti e attente studiose della società brasiliana, docente di Antropologia dei consumi presso la prestigiosa USP e consulente di alcune tra le più importanti aziende che operano in Brasile (dati Prof. ssa Valeria Brandini).

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Prof. ssa Valeria Brandini, USP

I risultati della ricerca sono sinteticamente presentati nel video che abbiamo il piacere di proporre ai nostri lettori e che sicuramente non mancherà di suscitare il loro interesse.

Siamo grati alla Prof.ssa Brandini per l’opportunità che ci ha dato di condividere con voi il frutto del suo brillante lavoro.

I Millennials brasiliani